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| Col biodiesel l’Australia ridurrà le sue emissioni In base a dati pubblicati da Carbon Monitoring for Action (Carma) l’Australia è il paese con la più alta emissione di CO2 procapite e, considerando il solo settore elettrico, ogni australiano produce cinque volte più CO2 di un cinese. “Secondo il report – ha detto Tom Beer, autore dello studio CSIRO – il biodiesel è in grado di ridurre le emissioni generate dal settore dei trasporti, terzo in Australia in termini di produzione di CO2 dopo quello elettrico e quello agricolo. Il contenimento delle emissioni dipende, comunque, dal tipo di feedstock utilizzato per produrre biodiesel.” Le maggiori riduzioni, pari all’87%, si possono ottenere sostituendo il gasolio con biofuel prodotto da olio vegetale proveniente da ristoranti e cucine industriali, mentre l’olio di palma - si legge nel rapporto - arriva fino all’80% di riduzione solo se proveniente da coltivazioni del antecedenti al 1990. È importante conoscere l’origine dell’olio di palma – spiega Beer – poiché se originario di coltivazioni che hanno causato il prosciugamento delle torbiere o la distruzione della foresta tropicale il suo uso produce emissioni di gas serra maggiori rispetto al diesel di origine fossile. Nonostante i dati incoraggianti, l’agenzia ritiene necessario un maggiore sviluppo della ricerca per meglio interpretare le potenzialità di un’industria dei biocarburanti in Australia e aprire un dialogo sulle tematiche della sostenibilità, dello sviluppo tecnologico e della fattibilità economica. Nel 2005 in Australia le emissioni di gas serra sono state di 559 milioni di tonnellate, pari all’1,5% delle emissioni globali. Nello stesso anno, le emissioni sono aumentate del 102% rispetto ai livelli del 1990, rispetto ad un target del 108% definito dal Protocollo di Kyoto.
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