
| Il bioetanolo di seconda generazione al centro del convegno di M&G e GBEP Perché i biocarburanti di seconda generazione raggiungano una produzione su scala commerciale ci vorranno ancora alcuni anni; tuttavia, molti sforzi e fondi vengono destinati alla ricerca e sviluppo di queste tecnologie, in previsione dei benefici sociali, economici e ambientali che esse possono offrire. All’interno di questo processo, la Global Bioenergy Partnership (GBEP) e la società Mossi & Ghisolfi (M&G) hanno organizzato un convegno sulle prospettive dell’etanolo di seconda generazione. La giornata è stata pensata in modo da costituire un momento di incontro tra i massimi esperti di varie discipline i quali possano dar vita a un dibattito e a un confronto con l’obiettivo di sottolineare l’importanza della ricerca agronomica alla base dello sviluppo tecnologico. Il convegno “Il bio-etanolo di seconda generazione: una sfida possibile" si svolgerà a Tortona martedì 5 febbraio. Le tecnologie per i biocarburanti di seconda generazione sono basate sulla conversione di biomasse cellulosiche, una categoria molto vasta che include il legno, la graminacea “panico vergato” (Panicum virgatum) e i residui forestali e agricoli. Esse offrono vantaggi maggiori rispetto alle tecnologie oggi in uso perché possono fornire un quantitativo di biomassa per ettaro maggiore rispetto alle colture convenzionali (per esempio, il doppio dello zucchero da canna in termini di quantità di energia generata per unità di terra coltivata). Inoltre, queste materie prime non fanno concorrenza ai raccolti alimentari e permettono di ottenere una riduzione del 90% in termini di gas serra. Mossi & Ghisolfi, azienda controllata dalla famiglia Ghisolfi, con sede a Tortona, è la più grande società chimica italiana a capitale privato e il maggior produttore mondiale di Pet per imballaggi. Tramite la Chemtex International fornisce servizi di ingegneria, procurement e construction management per i poliesteri, le raffinerie, la chimica e biocombustibili. La GBEP, costituita per attuare gli impegni assunti dai Paesi del G8 + 5 nell’ambito del Piano d’Azione di Gleneagles del 2005 e il cui mandato è stato rinnovato dal Vertice G8 di Heiligendamm nel 2007, promuove il dialogo globale sulle politiche in materia di bioenergie e favorisce la cooperazione internazionale su questo tema, dando supporto alla definizione delle politiche nazionali e regionali e allo sviluppo dei mercati. La prima sessione del convegno, al mattino, presieduta da Luigi Nicolais, ministro dell’Innovazione e le tecnologie, sarà dedicata alla “Strategia per l’etanolo cellulosico”. Tra i relatori Guido Ghisolfi, vicepresidente del gruppo M&G, e Corrado Clini, presidente della GBEP. Sono inoltre previsti interventi di John Ranieri, vicepresidente di DuPont Bio-Based Materials, del professor Daniel I.C. Wang del Dipartimento di ingegneria chimica del MIT, Massachusetts Institute of Technology, e di Edoardo Zanchini, responsabile nazionale del settore aree urbane e trasporti di Legambiente. La sessione del pomeriggio, dedicata a “Ricerca e sviluppo tecnologico del bioetanolo di seconda generazione”, sarà presieduta da Andrea Bairati, assessore all’Innovazione e alla ricerca della Regione Piemonte. Interverranno Guido Saracco, direttore del Dipartimento di scienza dei materiali e ingegneria chimica del Politecnico di Torino; James Barber, professore di biochimica all’Imperial College di Londra; Giuseppe Manara, vicepresidente della Pioneer; Guido Zacchi, professore di ingegneria chimica all’Università di Lund; e Dario Giordano, direttore globale della ricerca e sviluppo per il gruppo M&G. Per maggiori dettagli, consultare il sito Internet del convegno www.formazione.ilsole24ore.com
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