Gli standard europei per la sostenibilità alla base dell’agenda per lo sviluppo dei biocarburanti

Nei prossimi mesi, il dibattito sullo sviluppo delle bioenergie più sostenibili si concentrerà sulla proposta di Direttiva europea, che punta a promuovere l’uso di energia da fonti rinnovabili.

Il documento propone delle regole comuni ai 27 Paesi che definiscano, tra l’altro, come l’Unione raggiungerà il suo obiettivo di coprire, entro il 2020, il 10% della domanda di combustibili per trasporto con biocarburanti. In generale, la Ue ha stabilito un obiettivo del 20% minimo di energie rinnovabili entro il 2020. La nuova direttiva rappresenta il passaggio dalla definizione di obiettivi puramente quantitativa alla definizione di livelli di qualità, sotto forma di criteri di sostenibilità.

La proposta di direttiva stabilisce che i biocarburanti debbano conseguire una riduzione di almeno il 35% delle emissioni di gas serra e non debbano essere ottenuti dalla trasformazione di foreste naturali, zone umide quali torbiere, terreni permanentemente coltivati a prato o qualsiasi area protetta. Dovranno anche rispettare i requisiti minimi europei per buone condizioni agricole e ambientali. Secondo la proposta, i biocarburanti che non soddisfano questi criteri non potranno essere calcolati per il raggiungimento del target del 10%.

“La nostra missione, o meglio il nostro dovere, è definire un quadro politico che consenta di trasformare l’economia europea in un’economia più attenta all’ambiente, e continuare a guidare l’azione internazionale volta a proteggere il nostro pianeta”, ha detto il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, alla presentazione della “Proposta integrata per l’azione sul clima”, adottata dalla Commissione il 23 gennaio. “Il pacchetto che proponiamo non solo risponde a questa sfida, ma dà una giusta risposta al problema della sicurezza energetica e rappresenta un’opportunità che dovrebbe portare alla creazione di migliaia di nuove imprese e di milioni di posti di lavoro in Europa”.

Le misure proposte, tuttavia, sono state criticate da un gruppo di ONG e da gruppi ambientalisti che le accusano di essere inadeguate. Diciassette organizzazioni, tra cui Friends of the Earth Europe, Greenpeace e Oxfam International, hanno scritto al commissario per l’Energia, Andris Piebalgs, sostenendo che il testo non tiene conto di alcuni importanti effetti indiretti della produzione di biocarburanti e non prende in considerazione il tema della sostenibilità sociale. Il metodo per calcolare il gas serra sviluppato dalla UE è semplicistico e inaffidabile, dicono i firmatari della lettera, e gli Stati membri dell’UE non potranno imporre regole più restrittive all’interno dei loro confini.

Il Joint Research Council (JRC), un organismo scientifico interno della Commissione Europea ha anche prodotto un rapporto secondo il quale, usando le stesse risorse della UE in termini di soldi e biomasse, si sarebbe potuta ottenere una riduzione delle emissioni di gas serra assai maggiore con la semplice imposizione di un obiettivo generale per l’uso delle biomasse al posto di obiettivo specifico per l’impiego dei biocarburanti nei trasporti. Il rapporto ha messo in dubbio i possibili vantaggi dei biocarburanti in termini di minori emissioni di gas serra, sicurezza degli approvvigionamenti e creazione di posti di lavoro. Il portavoce di Piebalgs ha detto che il rapporto del JRC era un documento interno, usato nel corso della processo consultivo della Commissione.

Nel presentare il pacchetto sul clima, Barroso e i commissari, tra i quali Piebalgs, hanno ribadito che le fonti rinnovabili contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico, sviluppando al contempo l’occupazione e lo sviluppo di un settore ad alta tecnologia.

 

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