
| Il Brasile impone una quota del 2% per il biodiesel. Olio da cucina come feedstock Il Brasile, famoso in tutto il mondo per la produzione industriale di bioetanolo, ha fatto un altro passo avanti nello sviluppo delle bioenergie con l’introduzione di una quota minima per l’uso di biodiesel. Dal primo gennaio tutto il gasolio del paese deve contenere almeno il 2% di biodiesel, una misura per rafforzare questo carburante sul mercato. L’introduzione di questa miscela, il B2, comporta l’allargamento dell’uso del bioetanolo oltre le automobili, fino ad oggi principali consumatrici della produzione brasiliana, ad includere gli autobus, i camion, i veicoli agricoli e le imbarcazioni. Significa anche, secondo il Ministero delle miniere e dell’energia, che il paese risparmierà 500 milioni di dollari Usa l’anno grazie a minori importazioni di gasolio. “Il grande vantaggio sta nel fatto che il paese ha un carburante alternativo che contribuisce a contenere le emissioni di carbonio e riduce l’inquinamento,” ha detto il Ministro per le miniere e l’energia, Nelson Hubner, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Brasilia, la capitale. Per raggiungere la quota minima saranno necessari circa 800 milioni di litri di biodiesel l’anno, ha aggiunto il ministro, ma il Brasile ha il triplo di capacità produttiva. Il paese ha già 44 impianti di biodiesel autorizzati che riforniscono i suoi 35mila distributori di benzina, e altri 17 sono destinati ad entrare in produzione nel 2008. La materia prima principale sono la soia, i semi di girasole e i frutti della palma da olio. Il Brasile punta portare la miscela al 5 % di biodiesel (B5) per il 2013. Per altro passo avanti nello sviluppo del biodiesel potrebbe essere il riciclo dell’olio da cucina, che costa e inquina meno. Esponenti del governo hanno detto che in aprile potrebbe essere presentato un piano nazionale. L’interesse del presidente Luiz Inacio Lula da Silva è stato suscitato anche dall’esperienza di Indaiatuba, una città di 200mila abitanti nello stato di San Paolo. Qui un impianto sperimentale ha prodotto 60mila litri di biodiesel usando come materia prima olio per frittura raccolto dai ristoranti. In aprile partirà un impianto da 3 milioni di reais (1,6 milioni di dollari), con una capacità produttiva di 45mila litri al giorno e un costo produttivo di 0,80 real (44 centesimi di dollaro) al litro. L’impianto potrebbe creare reti o consorzi tra città vicine che potrebbero lavorare insieme in impianti simili in modo da conseguire economie di scala: le città forniranno l’olio da cucina per ritirare in compenso il biodiesel. Secondo la stampa locale, Lula è stato colpito da una normativa di Indaiatuba la quale impone che tutti gli utili generati dalla produzione di biodiesel debbano andare a un fondo municipale per combattere la fame e la malnutrizione.
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