Le dieci domande da farsi quando si parla di contenimento dei gas-serra

La task force della Global Bioenergy Partnership sta elaborando un diagramma di flusso con una serie di domande che aiuteranno governi e istituzioni a calcolare i risparmi ottenuti con l’uso dei biocarburanti. La task force ha infatti deciso che, per armonizzare le metodologie di calcolo dei gas serra, questo tipo di approccio è più promettente che non cercare di sviluppare una metodologia universalmente valida.

La decisione è stata presa durante il secondo meeting della task force, che ha avuto luogo a Washington il 6 e 7 marzo, sotto la presidenza congiunta degli Stati Uniti e della UN Foundation. E’stato messo a punto un elenco di dieci domande di fondo, basate su una check list concordata nel corso del meeting dello scorso ottobre. Il gruppo sta ora perfezionando il diagramma, per completare il progetto entro marzo 2009. Il percorso prevede anche una consultazione pubblica.

L’obiettivo del quadro metodologico è quello di fornire domande pertinenti di riferimento che governi e istituzioni si possono porre quando devono sviluppare una propria metodologia. Anche con risposte differenti, la task force ha riconosciuto che una serie di domande concordate permetterebbe di migliorare la trasparenza e facilitare il raffronto tra metodologie diverse. Si è anche stabilito di includere nel procedimento le biomasse solide.

Ecco le dieci domande che costituiscono le basi del diagramma:
1. Quali gas a effetto serra sono considerati?
2. Si tratta di biomasse da rifiuti (rifiuti solidi urbani, deiezioni animali, ecc.)?
3. C’è un cambiamento d’uso del terreno?
4. Quale è il processo di produzione del feedstock?
5. Ci sono sottoprodotti o co-prodotti?
6. La biomassa viene portata via dal sito di produzione?
7. La biomassa deve essere processata per convertirsi in carburante?
8. C’è bisogno di trasportare il carburante prima di utilizzarlo?
9. Quali sono le emissioni di gas serra prodotte dall’impiego del carburante?
10. Com’è il confronto con il carburante sostituto?

Ognuna di queste domande di fondo porta a una serie di altri quesiti, attualmente in fase di esame, in modo da coprire tutti i possibili effetti di emissioni gas serra nel ciclo di vita del biocarburante. La task force ha riconosciuto che alcuni elementi del quadro metodologico richiedono un’ulteriore discussione e ha quindi deciso di creare quattro sotto-gruppi tematici per approfondirli: cambiamenti nell’uso del terreno e produzione di feedstock (sotto-gruppo diretto dagli Stati Uniti); lavorazione delle biomasse (Commissione Europea); trasporto e consumo di carburante (Germania); e confronto tra consumo di biocarburanti e carburanti fossili (Brasile). Le prime considerazioni in merito a queste problematiche dovrebbero essere completate entro il 15 giugno.

Scarica i documenti e le relazioni della seconda riunione della task force.

 

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