La GBEP a Copenhagen  presenta il quadro metodologico sui gas serra e incontra IRENA

La Global Bioenergy Partnership (GBEP) ha preso parte alla conferenza sui cambiamenti climatici di Copenaghen con un side event per presentare il suo Quadro metodologico comune per l’analisi delle emissioni di gas ad effetto serra dell’intero ciclo di vita delle bioenergie. L’evento ha evidenziato come le bioenergie stiano guidando il percorso per l’applicazione dell’analisi del ciclo di vita (LCA) per le emissioni di gas serra: un passo fondamentale nella diffusione di tecnologie sostenibili di energia pulita.

Corrado Clini, presidente della partnership, ha sottolineato il ruolo del Quadro metodologico GBEP nel concentrare l’attenzione sulle potenzialitá  delle bioenergie  nel contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso l’utilizzo di uno strumento misurabile e condiviso.

Ben Zaitchik, dell’Office of Global Change (Ufficio per il cambiamento globale) del Dipartimento di Stato Usa, co-presidente della Task Force di GBEP sulle Metodologie per i gas serra, ha fornito una panoramica dei 16 mesi di lavoro per sviluppare la check-list della Lca e un aggiornamento del test della “Versione zero” del quadro metodologico.

Alexander Mueller, Vice Direttore Generale della FAO, ha presentato il programma per la mitigazione del cambiamento climatico della FAO, che mira a promuovere l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca nei Paesi in via di sviluppo in modo sostenibile  e a basso tenore di emissioni . Il programma, che intende creare un database globale sulle emissioni di gas serra, attuali e future, legate all’uso del suolo e all’agricoltura, si porrà in stretta relazione con il lavoro di GBEP. Ana Carolina Avzaradel, del Ministero della Scienza e della Tecnologia del Brasile, ha presentato il contributo del suo Paese alla metodologia GBEP, in particolare nella comparazione fra valutazione del ciclo di vita per la produzione di biocombustibili e combustibili fossili. Il Brasile è anche impegnato nel testare il nuovo quadro metodologico. Melinda Kimble, co-presidente della Task Force della GBEP e Senior Vice President della Fondazione delle Nazioni Unite, ha invece effettuato una comparazione tra la metodologia della GBEP e due sistemi di valutazione delle bioenergie, precedentemente testati in progetti realizzati in El Salvador e nella Repubblica Dominicana.

Il forte impegno nella Global Bioenergy Partnership è stato formalmente ribadito da Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente della Repubblica italiana, nel corso della COP15 di Copenaghen. La partnership, che l’Italia ha sostenuto fin dalla sua nascita nel 2006, è il quadro di riferimento che garantisce l’applicazione di tecnologie pulite per una bioenergia sostenibile e per ridurre le relative emissioni di gas serra, ha affermato il Ministro.

A Copenaghen, infine, il segretariato GBEP ha incontrato Hélène Pelosse, Direttore Generale ad interim dell’International Renewable Energy Agency (IRENA, Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile). Obiettivo, una prima discussione faccia-a-faccia sul rafforzamento della cooperazione tra le due organizzazioni che possa coordinarne le attività anche al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni degli sforzi. IRENA, sostenuta da 137 Stati firmatari e dall’Unione Europea, aspira a diventare la principale forza motrice per promuovere una rapida transizione verso l’uso diffuso e sostenibile di energia rinnovabile su scala globale.

Le due parti hanno convenuto di intensificare gli scambi di informazioni e di lavorare per accrescere la collaborazione. Il direttore Pelosse ha affermato che il lavoro della GBEP sarà utilizzato come base per quello futuro di Irena nel settore delle bioenergie ed è stata formalmente invitata a partecipare alla prossima riunione del Comitato Direttivo della GBEP in Tunisia, nel maggio 2010.

Le presentazioni dell’evento sono disponibili sul sito web GBEP.

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