UNEP e Ecofys con due nuovi rapporti invitano ad un’attenzione maggiore sugli impatti ambientali dei biocombustibili

L’International Panel for Sustainable Resource Management del United Nations Environment Programme (il panel internazionale per la gestione sostenibile delle risorse dell’UNEP) ha invitato i governi a tenere in maggior considerazione l’impatto ambientale complessivo dei biocombustibili e a riconsiderare mandati, target e le quote sui biocombustibili per assicurare che non incoraggino forniture non sostenibili.

Le raccomandazioni sono state date nel primo rapporto del panel, pubblicato in ottobre, dal titolo “Verso una produzione e un uso sostenibile delle risorse: valutare i biocombustibili”. Il rapporto spiega che, se si sviluppano i biocombustibili come opzione energetica nel rispetto dell’ambiente, è necessario avere un approccio molto più complesso. I governi, aggiunge il rapporto, dovrebbe pensare a come i biocombustibili possano rientrare in una strategia globale per l’energia, il clima, l’uso del suolo, l’acqua e l’agricoltura. Il panel dell’UNEP è stato istituito per fornire valutazioni scientifiche indipendenti, autorevoli e di rilevanza politica, sull’uso sostenibile delle risorse naturali, e in particolare sull’impatto ambientale del loro intero ciclo di vita.

“La relazione mette in evidenza che i biocombustibili hanno un ruolo nel futuro, ma sottolinea anche che vi possono essere altre opzioni per la lotta al cambiamento climatico, migliorando le condizioni di vita rurali e raggiungendo un livello di sviluppo sostenibile che potrebbe – o no – convertire una maggior quantità di raccolti e scarti dei raccolti in combustibili liquidi”, ha detto Achim Steiner, Segretario Generale delle Nazioni Unite e Direttore Esecutivo dell’UNEP.

La relazione, per esempio, rileva che produrre energia elettrica in centrali elettriche locali usando legno, paglia, oli di semi e di altre colture o materiali di scarto “è generalmente più efficiente, in termine energetici, che convertire le biomasse in combustibili liquidi”. I terreni, compresi quelli abbandonati, possono essere utilizzati per le colture energetiche, ma potrebbero anche essere utilizzati per la riforestazione o l’energia solare. Nel settore dei trasporti, poi più elevati standard di resa dei carburante e sviluppo di tecnologie alternative, come i veicoli elettrici, potrebbero ridurre drasticamente le emissioni di per sé.

La relazione è importante in quanto sollecita i governi a porre maggiormente l’accento sulle problematiche legate al ciclo di vita dei biocombustibilii nel loro complesso. La difficoltà di questo approccio in relazione a una delle questioni più importanti – il cambiamento indiretto della destinazione d’uso dei terreni – è stata sottolineata in una relazione separata della società di consulenza olandese Ecofys. Questa relazione, commissionata dal Ministero delll’Ambiente Olandese e disponibile sul sito della GBEP (qui), ha preso in esame le indagini scientifiche che tentano di quantificare questi effetti indiretti. Ma giunge alla conclusione che non esistono dati sulla quantificazione degli impatti indiretti sulla biodiversità, che vi sono poche informazioni sulla quantificazione degli effetti indiretti sui consumi alimentari e che le stime degli impatti indiretti sul bilancio dei gas serra dei biocombustibili attraverso l’uso suolo copre una vasta gamma (30-103 gCO2eq/MJ biocarburanti).

Ecofys ha inoltre constatato, riesaminando cinque iniziative di mitigazione degli impatti indiretti, che le misurazioni sono ancora in una fase di sviluppo. Quando poi si parla di monitoraggio degli impatti diretti e indiretti, Ecofys riscontra la difficoltà di realizzarlo per una serie di motivi, tra cui la difficoltà di poter tracciare i diversi effetti che hanno luogo attraverso meccanismi di mercato diffusi. Ecofys pertanto raccomanda al Ministero di concentrare le politiche sulla mitigazione, sia con soluzioni globali a lungo termine (andando oltre i biocombustibili, includendo ad esempio l’agricoltura nel suo complesso) e sia con soluzioni a livello di progetto.

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