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| Approvata nuova metodologia CDM sui biocombustibili
La nuova e tanto attesa metodologia per i Clean Development Mechanism (CDM), che comprende l’impiego di biodiesel ottenuto da oli vegetali provenienti da coltivazioni dedicate, è stata approvata. In precedenza, la metodologia era limitata a biodiesel prodotto solo da grassi animali e/o da rifiuti. Il meccanismo di sviluppo pulito (Clean Development Mechanism o CDM in inglese) è uno dei meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto, che permette alle imprese dei paesi industrializzati con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di gas serra nei paesi in via di sviluppo senza vincoli di emissione.
Mentre era stato approvato l’uso del biodiesel da olio e grassi da rifiuti per generare titoli di riduzione certificata di emissioni (Cer), la nuova metodologia supera i notevoli ostacoli che gli sviluppatori di CDM hanno dovuto affrontare riguardo alla produzione di biodiesel da piantagioni dedicate di semi oleaginosi. La metodologia CDM di recente approvazione consente loro di incoraggiare lo sviluppo di piantagioni sostenibili e compatibili con l’ambiente attraverso la generazione di Cer.
First Climate, una società di gestione degli asset di carbonio che è stata coinvolta nello sviluppo della nuova metodologia dal 2007, ha dichiarato: “La produzione di biocombustibilii, tra cui il biodiesel, da colture è stato discusso per diversi anni a causa della sua potenziale concorrenza con altre destinazioni d’uso del suolo, come la produzione di colture alimentari o la pressione che provocava sugli habitat naturali esistenti, come le foreste tropicali”. “Norme rigorose in materia di ammissibilità d’uso dei terreni – prosegue – per le piantagioni di semi oleaginosi possono però aiutare a evitare questi conflitti. Sono state stabilite norme restrittive per l’ammissibilità d’uso dei terreni, come quelle applicate in progetti di afforestazione e riforestazione. La metodologia consente la generazione di crediti di carbonio solo attraverso piantagioni dedicate realizzate in terreni che, all’inizio delle attività del progetto, erano degradati o degradanti. I cambiamenti di destinazione d’uso del suolo per le attività dei progetti non sono ammessi”.
Tra i limiti presentati dalla metodologia c’è il fatto che il Cer può essere rilasciato solo ai produttori di biodiesel (e non al consumatore) e solo quando esista un contratto tra le due parti.
La nuova metodologia è denominata “Approved consolidated methodology Acm017: Production of Biodiesel for Use as a Fuel” (Metodologia approvata consolidata ACM017: produzione di biodiesel per l’utilizzo come combustibile) e può essere consultata qui.
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